Il ritorno del soldato Dante Di Tullio dopo 84 anni: un atto di memoria e riconoscenza

Dante Di Tullio, caduto nel 1944 in un campo di prigionia tedesco

Il ritorno del soldato Dante Di Tullio dopo 84 anni: un atto di memoria e riconoscenza

L’Associazione Nazionale Militari della Croce Rossa Italiana (A.N.M.C.R.I.) rende omaggio alla straordinaria vicenda umana e storica del soldato veliterno e oggi, a distanza di 84 anni dalla sua partenza per la guerra, finalmente sulla via del ritorno verso la sua terra natale.

Una storia che parla di sacrificio, sofferenza, ma anche di profonda dedizione alla Patria e alla memoria dei caduti: valori che da sempre ANMCRI custodisce e promuove.

Dante Di Tullio nasce a Velletri il 3 settembre 1921. Chiamato alle armi, presta servizio nel 26° Battaglione Mitraglieri dal 1941 e viene poi trasferito sul fronte russo come appartenente alla 4ª Compagnia lanciafiamme.
Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, come migliaia di militari italiani, rifiuta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e per questo viene deportato nello Stalag VIII B – Stalag 344 a Lamsdorf, impiegato come lavoratore forzato.

Muore il 10 aprile 1944 per stenti e malattia, privato degli affetti, della libertà e perfino della degna sepoltura.

Grazie a recenti lavori di scavo nell’area del lager di Lamsdorf (oggi Lambinowice, Polonia), sono stati ritrovati i resti di 60 soldati italiani, tra i quali quelli di Dante Di Tullio.
Traslati nel Cimitero Militare Italiano di Bielany a Varsavia, è stato possibile identificare i resti e metterli in contatto con le famiglie.

Determinante la volontà della nipote Marisa Di Tullio, che ha richiesto e ottenuto il rimpatrio del suo avo, riportando finalmente dignità e riposo al giovane soldato.

La vicenda di Dante Di Tullio si intreccia con una lunga ricerca storica condotta dal delegato della famiglia Fabio TADDEI, ufficiale del Corpo Militare della C.R.I., ex ufficiale dell’Esercito ed ex consigliere comunale, che, insieme a Moreno Montagna e più di recente a Gianluca Navacci, ha individuato circa 220 soldati di Velletri caduti in guerra ma mai iscritti sul Monumento ai Caduti di Piazza Garibaldi.

Dopo una prima solenne celebrazione a Padova per il rientro in Italia di 18 dei 60 caduti, una nuova cerimonia si svolgerà il 22 ottobre 2025 presso il Mausoleo delle Fosse Ardeatine di Roma, è stato reso onore anche a Dante Di Tullio.
Il giorno seguente, 23 ottobre 2025, la Cattedrale di San Clemente a Velletri ha ospitato il funerale religioso mai celebrato, prima della sepoltura definitiva nel Civico Cimitero cittadino.

La vicenda di Dante Di Tullio è parte di un ampio progetto di ricostruzione storica che ha portato all’individuazione, da parte di ricercatori e volontari, di circa 220 soldati di Velletri caduti in guerra ma non ancora iscritti nel Monumento ai Caduti di Piazza Garibaldi.
A.N.M.C.R.I. sostiene con profondo senso istituzionale questo impegno affinché tutti coloro che hanno servito la Patria trovino riconoscimento nella memoria collettiva.

Per A.N.M.C.R.I., il ritorno di Dante non è solo un evento commemorativo, ma un dovere morale:
restituire dignità a un militare caduto lontano, onorare chi ha servito con fedeltà e sacrificio, rafforzare il legame tra memoria storica, comunità e istituzioni.

La storia di Dante Di Tullio ci ricorda quanto alto sia stato il prezzo della libertà.
Il suo ritorno, reso possibile dall’impegno dei familiari, dei ricercatori e delle istituzioni, riporta alla luce la voce di tanti giovani caduti senza nome e senza tomba.

A.N.M.C.R.I. rinnova il proprio impegno affinché nessun militare italiano venga dimenticato, perché ogni storia, ogni sacrificio, ogni vita donata alla Patria merita di essere tramandata alle future generazioni.

Il ritorno di Dante è la vittoria della memoria sulla dimenticanza:
un atto di giustizia, un abbraccio ideale tra passato e presente, una riconciliazione tra la Storia e i suoi figli.

 

 

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